Lo spirito dello Shodo

Oltre dieci anni fa incontrai il Maestro Koyama Tenshu all’Istituto Giapponese di Cultura di Roma.
Illustre rappresentante della J.E.C.F. (Japan Educational Calligraphy Federation), era in visita in Italia per promuovere lo Shodo, l’arte della calligrafia giapponese. Fu un magnifico pomeriggio. Dopo la lezione, in compagnia del mio Sensei, Nagayama Norio, e dei miei compagni di pratica della Scuola Bokushin di Roma, ci recammo a via Gramsci, dove ha sede l’Istituto Giapponese di Cultura.
Ci furono dimostrazioni di Shodo e in quell’occasione il Maestro Koyama scrisse per noi il famoso detto popolare “Roma non fu fatta in un giorno”. Intendeva dire a noi principianti: la strada è lunga, perseverate nella pratica!
Di seguito il testo “Lo spirito dello Shodo”, scritto dal Maestro Koyama Tenshu e contenuto nel libro Shodo. L’arte della calligrafia giapponese a cura di Emanuela Patella, Alberto de Simone, Gino Maggio.
Il senso profondo dello Shodo non è solo nella forma della scrittura.
No sho (neng shu), eccellente calligrafia – eccellente calligrafo,
indica la capacità di “realizzare pienamente le condizioni” per una
buona calligrafia.
Nel Lunyu di Kongfuzi è detto della poesia “far emergere ed esprimere il sentimento del cuore profondo”. Questo determina l’emozione, questo fa emozionare apprezzare o disprezzare
attraverso il proprio cuore.
E’ detto dell’educazione “avere una base di corretto atteggiamento”.
Questo significa attraverso lo studio costruire se stessi.
E’ detto della musica “schiacciare gli istinti sensuali e purificare il
cuore”. Per questo studiando la musica si perfeziona la propria
personalità.
Comprendere la poesia, approfondire lo studio, coltivare il gusto
musicale, questo è il segreto dello “scrivere bene”.
Raccolto dentro di sé questo sentimento poetico, diventa un canto
interiore e allora, naturalmente, spontaneamente, il pennello esprime
la risonanza dello spirito, l’agire diventa nobile, la qualità alta.
Il pennello si muove mu-shin, supera le forme ed esprime il centro
delle immagini assolute, la forma spirituale.
Così si può arrivare al limite ultimo del mu-i della natura.
C’è una profonda affinità tra la musica, intesa come arte della
composizione e lo Shodo, affinità che risiede nello spazio riservato
all’”ascolto interiore”.
L’ambiente in cui viviamo è saturo di rumore, non si sentono più “i
mille suoni della fitta foresta”, i suoni della natura, così le persone
hanno dimenticato la capacità di ascoltare i “suoni” intorno, con
quiete interiore.
Molto efficace e molto simile all’atto di creare musica, lo Shodo aiuta
a ritrovare ciò che abbiamo perduto.
Il calligrafo, come il compositore, è come un avventuriero che cerca
attraverso sé stesso.
Coloro che non hanno la qualità, che sono superficiali, cercano solo
esteriormente, seguono le mode, le “novità”, ed alla fine spariscono
dalla storia.
Queste novità sono nuove solo in superficie, tolta la superficie non
c’è nulla di nuovo.
Meglio non seguire le mode.
Meglio seguire la propria sincerità.
Il vero Shodo supera tempo e mode, sta oltre il tempo e le mode.
Come la musica di Bach o Mozart che è di duecento anni fa e ancora
oggi fa vibrare il nostro cuore.
Come una calligrafia di Wang Xizhi che ancora oggi ci fa emozionare.
Questo ci fa sentire che è una cosa “vera”.

Inchiostro, misterioso specchio

Scavare nell’io più profondo, cercare di mettere in parole sensazioni tanto intense quanto fugaci. Perchè quando sei dentro la pratica non hai tempo per riflettere e guardarti allo specchio… Allora è l’inchiostro stesso a coprire quello spazio-tempo, quel che resta è il riflesso…

Ringrazio di cuore gli amici del Napoli Bonsai Club che mi hanno chiesto di pubblicare un articolo sullo Shodo nella loro rivista di grande successo il Bonsai&Suiseki Magazine. L’articolo è apparso nel numero di ottobre 2009.

Di seguito il link alla rivista: http://issuu.com/bonsaiandsuisekimagazine/docs/ottobre-09/17

Attraverso lo studio costruire se stessi

E’ un vero piacere darvi il benvenuto nel blog Lo spirito dello Shodo.

Un breve testo scritto dal Maestro Koyama Tenshu (Direttore della Nihon Shodo Bijutsukan di Tokyo), dal titolo “Lo spirito dello Shodo”, da tempo ispira la mia pratica.
Inizia così: Il senso profondo dello Shodo non è solo nella forma della scrittura.

C’è qualcos’altro, ci suggerisce il Maestro Koyama. Perchè, essere dei calligrafi non significa solo saper scrivere, significa avere uno spirito raffinato e sensibile, una qualità estetica che si perfeziona nella continua ricerca; significa passione, forza, tenacia, coraggio e umiltà.

Si tratta di un percorso di studio attraverso il quale è possibile costruire noi stessi e la nostra stessa vita.

Alla scoperta, dunque, del profondo senso dello Shodo!